Maniqueer

Gay Men, Lesbians and Sex, Pat Califia, 1983 (traduction française “Des gays, des lesbiennes, et du sexe : tous ensemble”, in Sexe et utopie, La Musardine)

Festival Da Mieli a Queer, Roma, 5 avril 2013Gay Men, Lesbians and Sex, Pat Califia, 1983

Festival Da Mieli a Queer, Roma, 5th april 2013Testo tratto da Gay Men, Lesbians and Sex, Pat Califia, 1983 (traduzione dal francese “Des gays, des lesbiennes, et du sexe : tous ensemble”, in Sexe et utopie, La Musardine, 2008 di Zarra Bonheur)

Festival Da Mieli a Queer, Roma, 5 aprile 2013

Faccio sesso con i froci.
E sono lesbica. Siete perplessi ? Vi starete chiedendo come sia potuto accadere ad una donna che ha un passato senza macchia di militante separatista lesbica, una donna che, prima di fare coming-out, è stata solo con tre uomini (e pure uno alla volta…), una donna che si sente gridare lesbica di merda almeno una volta alla settimana, una donna che ha dormito (e mica solo dormito) con centinaia di altre donne.
Per spiegarvelo, bisogna risalire al 1977.

Quelli che non sono pronti a sentire il seguito sono autorizzati a lasciare la sala. Senza sbattere la porta uscendo, grazie. In realtà, come fate a essere sicuri di chi siederà sulla vostra faccia domani ?

Nel 1977, quando ho comprato il mio primo collare per cani, la comunità lesbica SadoMaso non esisteva. C’era forse qualche lesbica che aveva una corda (non quella per i panni) – ma io non ne conoscevo. Quindi, appena ho sentito parlare di un gruppo di donne SM, ci sono andata, anche se la maggior parte delle partecipanti erano etero o bisessuali. Sono stata piacevolmente sorpresa quando ho scoperto che la maggior parte di loro erano oneste e intelligenti perverse e pure PAUSA femministe ! Una di loro, una dominatrice professionista, è diventata la mia mistress. Lei trovava la scena SM etero piuttosto triste, per questo frequentava un piccolo gruppo di uomini gay che praticavano il fisting e l’SM. Era molto amica di un tipo che organizzava serate private di fisting in cantine ben attrezzate. Questo club si chiamava Le Catacombe.

Siamo diventate amanti e il Natale dell’anno dopo lei mi ha portato ad una di queste serate.

C’erano una quindicina di uomini circa. Noi due eravamo le sole donne. Abbiamo mangiato, poi tutti hanno cominciato a spogliarsi. Io mi sono ritrovata seduta da sola in un angolo a chiedermi se mi sarei annoiata per tutta l’orgia, anche perché la mia ragazza si era eclissata col tipo del locale. Ad un certo punto, un uomo alto e bello (anche se un po’ magro) si è seduto vicino a me e mi ha detto :

« Buongiorno, mi chiamo Mario. Ti andrebbe di fistarmi ? »

Ho preso un bel respiro e ho risposto :

« Sì, mi piacerebbe ma devi farmi vedere come si fa ».

Ha detto di sì. Mi ha dato una lima e mi ha mostrato come farmi la manicure per penetrarlo con la mano.

Ha accettato di dare istruzioni ad una novizia come me piuttosto che aspettarsi che io lo facessi andare fuori di testa con pratiche da esperta sessuale. Il suo modo di fare era molto rassicurante. Quando Mario ha valutato che le mie mani fossero pronte

siamo andati di sotto, abbiamo preso asciugamani e vaselina poi ci siamo arrampicati sul materasso ad acqua.
Mario si è sdraiato sulla schiena. Si è messo le braccia intorno alle gambe e le ha allargate. Io ho messo un primo pugno di grasso nel suo culo. Avevo l’impressione di nutrire un animale affamato – un animale che mi rispondeva. Le sue istruzioni (quando spingere e quando tirare indietro) erano talmente precise che sono entrata facilmente. Lontano ? Non mi ricordo. A me sembrava molto lontano. Ad un certo punto, mi sono ripresa e mi sono resa conto di quanto questo uomo, grande, che si teneva le gambe e ansimava in modo incontrollato mentre mi spingevo dentro di lui, fosse vulnerabile. Le pareti del suo intestino erano la cosa più dolce, leggera e fragile che avessi mai toccato prima ; mi stringevano la mano e l’avambraccio.

Credo di aver pianto. Sono sicura di essermi bagnata.
Ecco come tutto è cominciato.

Non saprei dire esattamente in quanti uomini ho affondato le mani, a pensarci mi viene un senso di vertigine. E’ impressionante pensare di essere così vicino ad un altro essere umano.
Tra i flaconi di vaselina ho spesso riflettuto su come si possa superare la frontiera del genere durante questo tipo di sesso. Prima di tutto il fisting non si concentra sugli organi genitali. Nelle serate di fisting gli uomini non si interessano alla mazza degli altri, ma a mani e avambracci. E’ normale per dei fister passare anche tutta una notte senza un’erezione. Il top con mani piccole è ricercato e la mia misura di guanto è popolare.

Appena ho avuto un po’ più d’esperienza nella comunità SM, mi sono resa conto che anche questa era una sessualità che permetteva di superare le rigide frontiere dell’orientamento sessuale. Ho incontrato lesbiche che si scopavano etero per soldi, come ho fatto anch’io. Ho incontrato etero che inculavano o si facevano inculare da altri uomini se la loro mistress glielo chiedeva. E siccome lo facevano sotto l’autorità di una donna, pensavano di avere un comportamento eterosessuale. Ho pure incontrato molti bisessuali che non avevano bisogno di nessuna scusa.

Insomma, tutte queste esperienza messe insieme rappresentano uno stile di vita che non corrisponde agli stereotipi omosessuali.

Io abito con una donna che è la mia mistress da cinque anni.
Ogni tanto ho rapporti con uomini gay.
Intrattengo una relazione con un uomo omosessuale che non utilizza il termine gay. E mi definisco lesbica.
Ho erotizzato il lato queer, gay o omosessuale negli uomini e nelle donne. Trovo sexy l’uomo leathr

e la drag queen,

come la butch

con i capelli pieni di brillantina

e la fem

in minigonna e tacchi alti.

Il nostro comportamento attuale (rispetto all’ideologia che vuole che l’omosessualità significhi « avere rapporti sessuali unicamente con persone dello stesso sesso ») mi porta a farmi delle domande sulla natura dell’orientamento sessuale, sul modo in cui la gente lo definisce e come sceglie di lasciare che queste definizioni controllino e limitino la propria vita.

[Ancora oggi] dentro al movimento, le persone insistono su una forma di purezza che non c’entra molto con la tenerezza, il desiderio sessuale o la militanza politica. Essere omosessuali diventa uno stato di grazia sessuale, paragonabile alla verginità. Il proselitismo fanatico in favore di un comportamento omosessuale al cento per cento mi fa spesso pensare ad una paura superstiziosa di contaminazione o di inquinamento. Essere gay o lesbica, diventa più un’avversione per l’altro sesso che un apprezzamento del proprio sesso, e degenera in separatismo controproducente e distruttore.
E’ strano che l’orientamento sessuale venga definito solo in relazione al proprio partner.

Perché, porca miseria, l’etichetta ‘orientamento sessuale’ non ci dice un bel niente della vita sessuale delle persone !
Per molte persone, se un/una partner o una certa situazione sessuale è attraente, si può chiudere un occhio sul sesso del partner.

Qualche esempio ?

una preferenza per il sesso di gruppo, per chi ha un background socioeconomico particolare, per sesso remunerato, per l’SM, per una fascia d’età specifica, per una razza o un fisico particolare, per sesso orale o anale.

Non dico che in un’utopia sessuale saremo tutti bisessuali. Non c’è niente di male ad avere rapporti sessuali esclusivamente con persone del proprio sesso, o anche del sesso opposto. Ma mi pare che le persone omosessuali abbiano risposto alla persecuzione e all’omofobia creando miti sull’omosessualità.
Ma nel momento in cui il desiderio e le pratiche entrano in conflitto con la teoria, è forse tempo di riesaminare la teoria.
Lesbiche e gay hanno esperienze con persone del sesso opposto. Fine della storia.

Se vi state chiedendo come mai, vi dirò, per quanto mi riguarda, che io ho imparato un sacco di cose scopando con amici e amanti gay.

e questo mi ha anche permesso di far uscire alcuni pregiudizi che avevo interiorizzato su cosa dovrebbe nascondersi dietro il fatto di essere lesbica. Sapete bene cosa si dice : una lesbica non può attrarre un uomo e tutto il blablabla psicologico sull’invidia del pene.

Sì, certo, mi capita di pensare che sarebbe carino avere il cazzo. Adoro inculare la gente, e siccome c’è tutto un simbolismo culturale legato al fatto di essere inculato con un cazzo, invece che con le dita o il dildo, mi piacerebbe provare.

Ma so usare un dildo meglio di quanto non sappia fare qualsiasi ragazzo etero, inoltre, posso cambiargli la taglia. E comunque, dopo che avete messo due mani nel culo di qualcuno, non siete più gelosi di un cazzo. Nessun cazzo è così grosso.
E quindi, sì, mi piacerebbe averne uno e ci penso ogni tanto, però vorrei anche poter togliermelo quando voglio e lasciarlo sullo scaffale

Non voglio doverlo rimettere a posto nelle mutande ogni volta. E mi piace molto sedermi per fare pipì. E’ più comodo per leggere e quando sei fuori, l’erba ti solletica la fica.

E poi, nonostante il fallo nella nostra cultura sia stato mitizzato come simbolo di potenza, a me sembra che i cazzi siano più fragili del termonucleare. Ti rende così vulnerabile un’erezione e io per fortuna non devo farne l’esperienza ogni volta che voglio far passare a qualcuno o qualcuna una notte indimenticabile.

io mi autorizzo tutto il piacere, il desiderio, l’euforia, la gioia, l’amore che posso trovare nelle relazioni, alla faccia dell’ostilità, dell’ignoranza e dell’angoscia che bloccano le relazioni e la sessualità umana.

E io al piacere e al desiderio, vado incontro anche stasera. Io e la mia ragazza, abbiamo appuntamento con dei tipi al Teatro Valle. Se i dettagli di questa immagine – che vi lascio indovinare – non vi vanno giù, considerate la cosa in maniera astratta. Pensatela come un bel esempio di solidarietà gay/lesbica.

Queer che fanno cose queer insieme…

Porno trash

Porno Trash è una performance in due tempi centrata sul tema del corpo, della sua oppressione, della sua liberazione, della percezione/costruzione sociale della nudità e del corpo come spazio e laboratorio di pratiche e di relazioni. Nella prima parte, le/i* performer, accompagnat* da un sottofondo musicale, leggono testi di vari* autor* (da Monique Wittig a Michel Foucault, a bloggers, passando per testi scientifici e fanzine) che raccontano il processo di addomesticamento del corpo e del suo controllo politico e sociale. Durante le letture, l’attenzione viene spostata dal ‘corpo’ in generale al ‘corpo delle donne’ , ai valori ad esso attribuiti e alla violenza su di esso esercitata, riassunto dalla frase “Il mio corpo è un campo di battaglia”. In seguito l’attenzione passa sul corpo de* performer e sulla sua riappropriazione attraverso la sessualità, il desiderio, la scelta, riassunto dalla frase “Il mio corpo è un campo giochi”. Nel corso delle letture la/il* performer si toglie i vestiti che mette in un sacchetto nero dell’immondizia posto accanto a lei.

Nella seconda parte l’attenzione viene spostata sul pubblico e su interventi dalla sala, in una sorta di ‘contagio’ dell’euforia della nudità e del corpo libero.

La performance gioca con i simboli dell’infanzia come momento in cui la nudità non ha ancora acquisito il valore sociale e i giochi in qualche modo coinvolgono la sfera della sessualità e delle relazioni. Il messaggio centrale in questa parte è il ruolo del corpo e della nudità nella creazione/rafforzamento delle relazioni e nella trasmissione/diffusione del ‘coraggio’ di trasgredire.

Testi

Porno trash è stata a: Porn to be alive, Roma, 26 gennaio 2013 (con Slavina Frangette estreme) Genderotica, Roma, 1 giugno 2013 (con Valentina e Marguerite de la Fourche) Plaza del Sexo, Altereva, Torino, 27-30 giugno 2013 (con Slavina) Lesbiche Fuori Salone, RhaBar, Milano, 29 settembre-6 ottobre (con Slavina e Marguerite de la Fourche) Inqueersection Festival, Utrecht, 13-17 febbraio 2014 (con Illudshone) Muestra Marrana, Barcellona, 20-23 febbraio 2014

Degen(d)erated euphoria

Degen(d)erated euphoria è una performance centrata sulla liberazione dalle norme di genere e sul percorso di ricostruzione dei soggetti e dei corpi al di là di modelli prestabiliti.

Nella performance il processo di decostruzione del soggetto passa attraverso i testi. Le parole permettono di entrare in contatto con un pensiero che avvia ad un processo di presa di coscienza del peso delle norme sociali e delle restrizioni nelle quali le persone sono imprigionate. Man mano che le parole dei testi riempiono l’aria, attraverso le persone che danno loro voce/vita, il corpo si libera. Il corpo nudo è un corpo liberato dalle norme, dai tabù, dalle costrizioni e dalle sanzioni sociali. Attraverso queste parole, dopo un momento di silenzio e di riflesso/riflessione del soggetto su di sé, si entra in contatto e ci si appropria di un immaginario nuovo. Inizia così un percorso di trasformazione del corpo in cui i testi, le parole, i pensieri e le idee diventano materialmente parte di un corpo senza genere. Degen(d)erated euphoria vuole mettere in evidenza la materialità del pensiero. Le parole infatti permettono di portare avanti delle riflessioni che non solo decostruiscono e ricostruiscono la mente ma che trasformano il corpo, diventano il corpo. Le parole escono dai testi e liberandosi nell’aria si liberano anche dai/lle propri/e referenti. Si appoggiano sui corpi, diventando, attraverso questi, materia. Il corpo collettivo si appropria delle parole, sviluppa il pensiero e crea l’azione. I testi hanno provenienze differenti, dal contesto scientifico e filosofico a quello della militanza, per rompere un altro binomio: quello che oppone cultura ‘alta’, ‘professionale’, riconosciuta e legittimata e cultura ‘bassa’, che viene delegittimata e invisibilizzata al fine di renderla silenziosa. Le parole escono da saggi, articoli, da blog, da manifesti di collettivi, da fanzine per circolare liberamente. Si posano sui corpi e danno vita ad un processo di costruzione e decostruzione che apre possibilità nuove e percorsi euforici che permettono di concepire infinite possibilità ad identità in divenire. Alla fine della performance, ogni persona che ha assistito può, se lo vuole, ‘appropriarsi’ delle parole, dei pensieri, dei testi e delle riflessioni e farle diventare parte del proprio corpus/corpo individuale e, in questo modo, anche collettivo.

Testi 

(traduzioni da inglese e francese di Zarra Bonheur, Brune Seban e Olivia Fiorilli)

Scarica i testi in pdf versione fanzina da stampare e diffondere: Degen(d)euph_fanz_it

Ascolta Slavina che legge Thinking Sex: Notes for a Radical Theory of the Politics of Sexuality

Degen(d)erated euphoria è stata a:

Ladyfest, Rennes, 1 giugno 2012 Pornoterrorismo, Nantes, 22 luglio 2012 Weird festival, Roma, 6 ottobre 2012 Muestra Marrana, Barcellona, 1 dicembre 2012 (aka Missmistère) Manifestation pour le mois de mars, Rennes, 29 marzo 2013 QueerArtLab, serata conclusiva, Madrid, 12 luglio 2013